Pubblicato in: Libri

La paura per un libro

C’è un libro di cui ho sempre avuto timore: “Diario” di Anne Frank.

Può sembrare sciocco aver timore di un libro ma, per certi libri credo che bisogna avvicinarsi in punta di piedi, soprattutto se si tratta di un diario privato, di un’adolescente, in un periodo storico abbastanza caotico… un po’ come questo.

Dopo aver letto numerosi volumi e visto svariati film sull’argomento, finalmente a quasi 30 anni ho fissato negli occhi questa bambina scrittrice, e mi sono addentrata nell’alloggio segreto, in punta di matita.

Quando prendo in mano certi libri (e non solo), cerco di mettere in pratica una lezione importantissima che ci ha fatto dono Alessandro Manzoni: contestualizzare.

Lo fate anche voi? Ditemi che non sono la sola!! ( su Facebook o Twitter)

Periodo storico, ambientazione, chi scrive e perché sono indispensabili per capire al meglio il libro ma, soprattutto, per imparare qualcosa su di noi e sul mondo che ci circonda.

Anne, inizia a scrivere il suo diario il 12 giugno 1942 a 13 anni e, per forza di cose, smette il 1° agosto 1944 a 15 anni.

In piena adolescenza, quando tutti i ragazzini hanno bisogno di uscire ed iniziare ad avere a che fare con il mondo esterno, con gli amici e le prime “cotte”, lei inseme alla famiglia ed altri inquilini, si sono segregati in un appartamento per sopravvivere alla guerra ed ai tedeschi.

Sono rimasti chiusi in casa facendo attenzione a quando scaricare il gabinetto, a parlare sotto voce, e tanto altro per due anni (?) …non so voi….ma io inizio a dare i numeri dopo qualche giorno, non oso immaginare come potrei essere dopo due anni.

Facebook o Twitter 🙂 )

Sono solo a metà libro ma, in queste pagine, ho ricevuto due importantissime lezioni:

  1. “…per conoscere bene la gente bisogna averci litigato seriamente almeno una volta. Solo allora puoi giudicarne il carattere.”
  2. i desideri degli inquilini: un bagno caldo e restarci per più di mezz’ora”; “mangiare paste”; “tazza di caffè”; un giro in città, al cinema, e la piccola Anne desiderava “una casa mia, potermi muovere liberamente […], quindi tornare a scuola”.

Non riesco a non pensare a questi due punti per numerosi motivi: in primis stiamo parlando di una quindicenne; insomma, una ragazzina di 15 anni ha scritto queste cose! Poi la frase riguardante il litigio mi fa riflettere sul tempo trascorso fino ad ora. Effettivamente, solo dopo averci litigato, ho imparato a conoscere le persone per quello che sono e, solo in quel momento, sono stata in grado di scindere le vere amicizie.

Infine questi semplici, piccoli, umani e comuni desideri nascondono, in fondo, una sola flebile voglia: tranquillità.

Una tazza di caffè, un bagno caldo, le paste, per noi sono cose a portata di mano ma, in tempi di guerra, sono un semplice desiderio da esprimere quando si vede una stella cadente. Non posso fare altro che riflettere anche sulla condizione Siriana, di un intero popolo che si ritrova in mezzo ad una strada che desidera solo tranquillità.

Sono solo a metà libro ma, di spunti su cui riflettere ce ne sono in abbondanza soprattutto a distanza di un mese dalla “giornata della memoria” e con quello che sta accadendo intorno a noi.

Voi, cosa ne pensate?

Leggi anche “La paura per un libro parte 2”

Autore:

E' tutta una questione di libertà

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