Pubblicato in: Pensieri sparsi

Privacy: tra sicurezza nazionale e tutela

Ciao a tutti,

in questi giorni negli USA, sta accedendo un qualcosa di un’importanza globale e non mi riferisco alle Presidenziali (che anche li, ce ne sarebbero da dire) ma, bensì, alla questione “Privacy” che vede coinvolta la Apple!

Tutto risale all’attentato di San Bernardino quando riuscirono a recuperare l’I-Phone di uno dei terroristi.

Dentro a quel cellulare, come nei nostri, ci potrebbe essere di tutto e di più: contatti, foto, messaggi ecc. ma, l’azienda di Cupertino, pur di non andare contro i suoi clienti, non sblocca il cellulare per avviare le indagini dell’FBI.

Secondo voi, è giusto? Voglio dire, se il proprietario dell’I-Phone è un criminale, ed è riconosciuto come tale, è giusto che per tutela della sua privacy non si violi il cellulare o il pc??

Ditemi voi su Facebook, Twitter o tra i commenti, perché è un argomento che potrebbe avere ripercussioni internazionali e, quindi, ci riguarda da vicino!

Insomma, stiamo parlando del cellulare di un terrorista, non di un presunto ladruncolo!

Perché tutelare la privacy di una persona, su cui si ha la certezza, che vuole violare la sicurezza e la stabilità del Paese?

 Alcuni spunti:

Il caso in 6 punti

La Costituzione contro FBI

Il marito di una sopravvissuta dà ragione alla APPLE

Bill Gates appoggia l’FBI

Autore:

E' tutta una questione di libertà

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