Pubblicato in: Libri

La paura per un libro parte 2

Eccoci qui, a concludere quello che avevo iniziato tempo fa.

Come avevo scritto in “La paura per un libro” in quel periodo ero solo a metà lettura. L’ho concluso già da un po’ di tempo ma, avevo bisogno di un momento di stacco, anche perchè il diario si conclude il 1° agosto 1944; vengono traditi e catturati il 4 dello stesso mese; Margot e Anne furono portate nel campo di Bergen – Belsen, morirono di Tifo tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo del 1945; il 15 Aprile il campo fu liberato dagli inglesi.

Anne, voleva diventare una scrittrice/giornalista, voleva fare qualcosa di importante e lo ha fatto, molto probabilmente a sua insaputa.

Questo libro l’ho riempito di post-it, perché ogni 2 o 3 pagine c’è qualcosa d’importante da appuntarsi. Riusciva a trattare i più svariati argomenti, come la religione, l’egoismo dell’uomo, l’amore ed il rapporto con i genitori e gli adulti a lei vicini, con una maturità quasi sconvolgente e questo fa riflettere, a voi no? (ContattiFacebook o Twitter).

Quello che mi domando è: sarebbe stata la stessa ragazza/donna incredibilmente matura, anche senza questa esperienza? Non credo, e questo ce lo confida lei stessa. (leggete il libro e lo scoprirete)

Come del resto, tutti i bambini che vivono un’esperienza forte e che, quindi, crescono in fretta, sono destinati a fare cose “importanti“. Non mi riferisco soltanto ai bambini siriani, ma anche ai ragazzi che vivono nelle periferie o in zone a dir poco complicate. (ContattiFacebook o Twitter). Il vero problema, potrebbe diventare il “cosa“.

Un bambino che vede morire i genitori per mano del cancro, potrebbe diventare un grande oncologo oppure un grandissimo ricercatore. Ma se crescendo viene a scoprire che la causa di quella malattia erano i rifiuti tossici che si trovavano sotto il palazzo di casa, messi lì dalla criminalità organizzata, magari diventerà uno tra i più grandi magistrati. Infine scopre che lo Stato, aveva messo il “segreto di stato” (scusate la ripetizione) su tutto ciò che accadeva alla sua terra ed a questo punto, potrebbe cresce con rancore, rabbia, e con il desiderio di vendicare i genitori o forse diventare un politico per porre fine a tutto.

Magari non faranno niente, cresceranno normalmente e faranno le cose che fanno tutti i loro coetanei ma, ad ogni modo, ci si sbaglia a trattarli come bambini.

Da quello che ho potuto capire (tra le tantissime cose) Anne, non voleva essere trattata da ragazzina, ed aveva ragione, non lo era… anche se voleva essere coccolata come tale.

Ho divagato un po’ e, visto che l’argomento è difficile e offre una marea di spunti, mi fermo qui… se volete delucidazioni, contattatemi senza esitazione (ContattiFacebook o Twitter).

23 Febbraio 1944:

“FINCHÉ POTRAI GUARDARE IL CIELO SENZA TIMORI, SAPRAI DI ESSERE PURO DENTRO E CHE TORNERAI AD ESSERE FELICE.”

Autore:

E' tutta una questione di libertà

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