Pubblicato in: Storie da Tram

Una coppola, un bastone ed una vita

Non ricordo il nome, forse non lo aveva proprio detto, ma ricordo bene la sua
Storia da Tram

Un uomo, probabilmente sulla ottantina, salì sul tram aiutandosi con un robusto bastone di noce scuro; si diresse sicuro e sereno al posto che gli spettava. L’abbigliamento era leggermente stravagante, nascondeva numerosi problemi di salute: bastava osservare meglio e si notavano le scarpe di un paio di numeri più grandi, nascondevano dei piedi eccessivamente gonfi.

Per educazione la signora seduta di fronte a lui le fece un sorriso misto a disagio, vista anche la situazione di sovraffollamento ma, per fortuna o per sfortuna, venne scambiato per un invito a parlare.

“Non mi sembra originaria di qui, di dov’è?” attaccò subito bottone l’anziano con la coppola di lana che gli cadeva su di un lato ed un foular di seta che gli proteggeva il collo.

“Sono Brasiliana, di vicino San Paolo!”

“Sà, io ho sempre avuto problemi con le italiane! Sempre a litigare, non andava mai bene niente! Ora, però, ho trovato una ragazza di una educazione eccezionale! E’ 28 anni più piccola di me, proviene dell’est europa. Sono solo sette mesi che ci frequentiamo ma, a questa età, si sa bene cosa si cerca e quindi per giugno ci sposeremo!”

Vidi la mia vicina lanciarmi uno sguardo che aveva l’aria di dire: Hai capito come funziona?!. Le sorrisi, come per dirle: sono scelte personali, ognuno sceglie di vivere con chi vuole!

Guardai il mio dirimpettaio e gli dissi: “la vita diventa più facile quando, in casa, c’è un minimo di serenità!”

“Per questo non mi sono mai sposato prima d’ora!! hahaha – riprese l’uomo scherzando – Io non ce l’ho con gli stranieri, ma con chi non è stato in grado di gestire la situazione! Lei è giovane e non se lo può ricordare ma io, ero il cugino del ministro XXX ed una situazione come quella attuale non l’ho mai vista!”

Quando si inizia  a parlare di politica o si trova una persona che la pensa esattamente come te oppure finisce male e, su di un Tram, è difficile che tutti i passeggeri la pensano allo stesso modo… soprattutto in una grande città come questa, e facendo certi nomi.

“Senta – cercai di cambiare discorso – che lavoro faceva?”

“Io? Ero il manager degli artisti. Facevo da tramite tra l’organizzatore di un evento e l’artista: ero io a dare il casher. Ricordo quando feci venire Jerry Lewis, bei tempi, le persone volevano solo divertirsi ma, ci fu un problema: secondo me il prezzo del biglietto era troppo alto, infatti non vennero tanta gente quanto mi sarei apettato per un personaggio simile, ma andò comunque bene. Inoltre, essendo nato e cresciuto in Liguria, ero molto amico di De Andrè e della sua comitiva. Era un uomo veramente eccezionale! Mai visti come lui.”

L’uomo continuò il suo racconto ai presenti mentre, la mia vicina, mi diete un colpo al braccio talmente forte da farmi male. Mi girai con uno sguardo stupito che voleva dire: cosa sta facendo? ma, l’anziana signora, mi anticipò sussurrandomi “Hai visto? Perché non fai qualcosa? Fai pure tu!”.

Tra il serio ed il faceto avevo ricevuto il primo consiglio non richiesto della giornata: cerca un signore molto più grande di te, magari anche con qualche problema di salute, assicurati che stia bene di soldi e sposatelo, nel minor tempo possibile!

(N.B. Non giudico assolutamente chi lo fa,  tutt'altro provo un leggerissimo senso di ammirazione ma, io personalmente, non ne sarei in grado!).

“Si, ho fatto anche la comparsa in alcuni film. Ora stiamo organizzando un grande concerto per la pace. Coinvolgerà diverse città d’Italia e del mondo, visto lo scopo, e lo faremo in concomitanza del mio matrimonio. – disse soddisfatto di se – Ci saranno tantissimi artisti ed i presentatori saranno un uomo ed una donna, di indiscutibile bravura!”

“Ci vorrebbe proprio un concerto del genere, – gli dissi – anche solo per sedare un po’ gli animi!”

“Si la situazione non è delle migliori! La prossima è la mia fermata! una ennesima visita dal dottore per colpa di questo diabete!! Mannaggia!! Buon Proseguimento!”

“Piacere di averla conosciuta! Ed auguri per il matrimonio!”

Questa è una storia vera, accaduta a me personalmente. Senza nomi e cognomi, perché è l’accaduto che conta, non chi. Spero che vi sia piaciuta.

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E' tutta una questione di libertà

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