Fase 1: “Contezza”


Quando raggiungi il fondo; quando tocchi con mano la melma che c’è alla fine di un pozzo; quando tutto quello che puoi fare è alzare la testa e guardarti intorno, solo allora acquisti una nuova forza.

Non bastano i buoni propositi che ci riproponiamo ad ogni nuovo anno “domani inizio la dieta” oppure “quest’anno vado in palestra” o anche (e meglio) “quest’anno leggo di più”; questi sono soltanto degli scopi che andranno scemando, se tutto va bene, da settembre…!

C’è un fattore, ed uno solo, che può fare la differenza tra “inizio la dita lunedì” ed “inizio la dieta oggi!” (o quello che volete) ed avviene proprio lì in fondo: consapevolezza.

Cervello, cuore e corpo ti urlano all’unisono una sola parola: “FERMA!”

ed è lì che non puoi fare altro che fermarti, respirare e prendere contezza di te ed assimilare la situazione che ti si è creata intorno. Si, “consapevolezza” è proprio questo: fare tuo con testa, cuore ed ogni fibra del tuo corpo delle cose o parole. (Sembra che questa definizione mi accompagnerà per tutto il 2019 perché non è la prima volta che la uso). Ad ogni modo ho dovuto fermarmi, il mio corpo ed i miei nervi mi hanno spedito con un bel calcio nel didietro, diritta a letto. Ho perso peso, molto, forse troppo e questa è la prima consapevolezza: non sto bene.

Il fatto di trovarmi in questa situazione mi ha permesso di riflettere, nonostante la bimba, sulla condizione generale:

Lo stare muta per quasi una settimana, l’aver avuto anche una crisi di nervi perché non riuscivo né a comunicare né a mangiare, mi è stato utile per capire che è meglio ascoltare che parlare (questa è una banalità solo per chi dice “ma è ovvio” senza spendere del tempo per rifletterci su); inoltre ho capito che non so comunicare oralmente, specialmente con chi mi è più vicino. Infine, la considerazione forse più importante: quanto mi manca quella ragazza del liceo che adorava lo stil novo, l’amor cortese, la cavalleria, la scrittura ed i libri.

Non riesco a capire quando è avvenuto il tradimento ma, ad un certo punto ho smesso di essere quella ragazza che ora richiamo con forza a me, tornando alla Poesia.

Dopo l’aver capito che così non si può più andare avanti (ne và della mia stessa vita) posso fare solo una cosa, passare alla Fase 2

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