Don Camillo – Guareschi


Avete presente quando vedete un bel film e vi ritrovate, a distanza di tempo, con il libro tra le mani?

Lo guardate con timore mista ad eccitazione! Vi augurate che sia bello tanto quanto il film, se non di più; lo respirate perché ogni libro ha un suo odore, in modo particolare quelli dalle pagine ingiallite; lo accarezzate con i polpastrelli per assorbirne le parole; vi mettete comodi, ed iniziate questa nuova avventura.

La paura è tanta, perché magari quel film rappresenta un punto cardine nella vostra infanzia e per questo, il libro, deve esserne all’altezza.

un capitolo del libro

Don Camillo di Guareschi è questo per me: un angolo della mia infanzia che ricordo con affetto e, pertanto, il libro rappresentava un rischio. Un azzardo che, nonostante tutto, ho corso. Mi sono avviata tra le stradine di campagna e… ho iniziato a ridere nascondendomi tra le pieghe delle coperte per non svegliare la bambina.

Certo, perché l’unico momento per leggere un pochino è proprio quando dopo un ora di 🎶 “ninna nannna mamma… ” 🎶 e di passeggiata in cameretta con 12kg in braccio, in aggiunta dondolando a destra e sinistra per farla dormire (dio benedica la fisioterapista!) l’unica cosa che puoi fare è far risposare la schiena, quindi, ti stendi sul letto ed una volta lì… la giornata è conclusa.

Tornando al nostro prete di campagna!

descrizione

Tu sei lì, nascosta tra le coperte, che cerchi di trattenerti dal ridere; vedi dinanzi ai tuoi occhi Gino Cervi e Fernandel che si prendono a botte nella sacrestia della chiesa. Le loro voci ti risuonano familiari come quelle dei parenti che ti prendevano in braccio.

Ora, se conoscete i film non potete non amare il libro… se non conoscete le avventure di “Peppone e Don Camillo” dovete provvedere!

Non c’è un anno preciso in cui viene ambientato, anche se è stato scritto intorno al 1948, basti sapere che è l’epoca in cui la Chiesa in Italia era molto presente (molto più di adesso) le persone erano decisamente più semplici ed era fortemente presente anche il comunismo, soprattutto nella bassa padana. A Brescello troviamo la storia di questo prete dai modi poco diplomatici che parla con la Croce ( ed il bello è che Gesù, per tenerlo a bada, risponde pure!) e del sindaco-compagno Peppone che vivacizzano la monotona vita di campagna dei poveri abitanti.

QUI potete trovare il film

QUI potete trovare il libro

Ci sono anche le GRAPHIC NOVEL ❤

P.s. vale la pena vedere i film anche solo per la faccia da schiaffi di Fernandel 😂🤣

P.P.s a quanto pare non sono l’unica ad apprezzare queste storie quindi, con molto piacere, vi rimando a chi è più bravo di me a spiegarvi Guareschi ed il suo “Mondo piccolo”: www.progettomondopiccolo.com

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