il salva-nervi: la libreria


Avete presente quando arrivate al limite? Quando l’unica cosa da fare è prendersi una vacanza, ma non potete perché non è ancora il momento?

In quelle circostanze si è pieni. Pieni di un qualcosa che potrebbe essere paragonata alla cacca, ma che non è utile come lei! Si è pieni di amaro: qualsiasi cosa mangi ha sempre lo stesso sapore disgustoso anche se, a graziare il nostro palato, è una deliziosa Sacher o il più fresco e goloso gelato. Si è pieni di un qualcosa che le lacrime scendono a fiotti da sole, e il motivo? Magari è la pioggia, o Cristina D’Avena che canta, oppure perché si è rannicchiati sulla poltrona morbida, soffice e avvolgente. Si è pieni di rabbia perché la cappa di smog è così spessa che non ti fa respirare ed i nervi diventano così tesi che iniziano a far male. Passeresti tutta la giornata a letto perché tutto questo è stancante non solo mentalmente. Se poi ci aggiungi anche il fatto che sei nata femmina e sei in modalità sindrome post-ciclo, ecco che tutti i membri della casa hanno bisogno di una bella vacanza!

In nostro soccorso arriva la domenica (sempre in modalità “se mi rivolgi la parola ti mangio, ma con un minimo di autocontrollo”) ci si prepara e si va in centro, all’ex zoo a far giocare la scimmia che tra un “bimbooo… daiiii!!!” ed un “MAMMAAA… Caccaaa!” ha avuto modo di sfogare le sue energie e neanche a sufficienza visto che, quando è arrivato il momento della pappa, ha iniziato a piegarsi all’indietro; urlare con quanto più fiato aveva nei polmoni e raggiungere livelli di rigidità che… è meglio che sorvolo, ho dei parenti che potrebbero rivangare il mio passato!

Stanchi, stressati ed incavolati, andiamo a mangiare, ma non è del cibo che vorrei raccontarvi. Una volta finito tutto andiamo a fare una bella passeggiata: soprattutto perché Titta ninnava! Ed ecco una libreria immensa! Che fai, non approfitti? Certo che lo fai!

Non era come la Feltrinelli o comunque come quelle che di libreria hanno ben poco! Era più come quella del signor Coriandoli… scaffali di diverse altezze, libri ovunque, il silenzio della cultura e l’odore inconfondibile di pace! Non il parco, non il pranzo ma bensì la libreria riuscì a calmare quella rabbia incontrollata che stava (e sta) per fuoriuscire come lo Stromboli.

Poi, scopro che sta per chiudere e, sembrerebbe, che al suo posto debba nascere il 1369845649 supermercato (ma allora lo fate a posta!). In nostro soccorso arriva il crowdfunding, ovvero:

LA RACCOLTA FONDI

e non posso fare altro che condividere con voi e sperare che il tutto vada per il verso giusto! Condividete anche voi… #savecomunardi ❤

2 pensieri riguardo “il salva-nervi: la libreria”

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