Life

Una settimana sfidante

Ci si butta in tutto ciò che c’incuriosisce o che ci interessa ed il mercatino era una di quelle avventure che desideravo fare, e così è stato.

I tre giorni che hanno preceduto l’evento

Non sono stati dei giorni semplici, ma diversamente adrenalinici. La prima complicazione si era presentata in famiglia con LUI che ha dovuto lasciare il caldo focolare per volare verso il freddo nord: Dublino, a causa del lavoro, quindi, le donne sono rimaste a casa: io ad uncinettare e Titta… beh, a fare la bambina di due anni.

Vi garantisco che cercare di fare più cose possibili con una nana dall’indole felina, che prende e gioca con i gomitoli mentre tu sei intenta a realizzare qualsiasi cosa di utile per l’evento, non è per niente semplice. E quelle 3 ore la mattina, non sono mai sufficienti per fare tutto.

Il venerdì

Eccolo, il giorno più difficile! Quello in cui mi dovevo caricare un tavolino pieghevole, il cestino con tutto il materiale, la borsa con uncinetti e gomitoli, il passeggino e la bambina; tutto a piedi! Come può peggiorare una giornata così? Semplice, con la pioggia! Certo, perché mentre sei lì a cercare di capire come trasformarti in mulo, inizia a scrosciare come se non ci fosse un domani… l’ansia sale e puoi fare due cose: o rinunci o ti organizzi! Soprattutto tenendo presente che la bambina non era stata bene! Ma, delle volte, la fortuna ti bacia trasformando la scimmietta in un angioletto calmo ed ubbidiente e l’acquazzone in cielo sereno.

Sabato e Domenica

L’evento… quello atteso! Quello in cui ti metti alla prova in tutto e per tutto! Quello che fai, perché lo avresti voluto fare, nonostante il fatto che non sei una persona da avere una bancarella! Ma sei lì, nel tuo angoletto a cercare di far conoscere a quante più persone il corso che dovresti tenere, ad invogliarle ad iscriversi; perché il tuo scopo primario è quello! Sorridi, stringi mani, e rispetti l’impegno che ti sei presa, mentre la tua testa è a casa: con Lui che è appena rientrato dalla 6 giorni irlandese e si ritrova con la nana malaticcia. Due giorni di festa con il cuore e la mente divisi a metà tra casa e lavoro.

Perché, se è vero che non era un vero e proprio lavoro, era comunque un impegno che mi ero presa con quello scopo ed il mio modo di essere mi ha sempre imposto una rigida professionalità “senza scuse”.

Una esperienza che mi ha fatto capire l’importanza della collaborazione in casa; la presenza dei papà o dei nonni o di tutti coloro che ruotano attorno ai cuccioli, figure indispensabili per poter non essere solo ed esclusivamente “mamme” ma anche persone, cosa che troppo spesso dimentichiamo o tralasciamo.

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