La paura per un libro parte 2

Eccoci qui, a concludere quello che avevo iniziato tempo fa.

Come avevo scritto in “La paura per un libro” in quel periodo ero solo a metà lettura. L’ho concluso già da un po’ di tempo ma, avevo bisogno di un momento di stacco, anche perchè il diario si conclude il 1° agosto 1944; vengono traditi e catturati il 4 dello stesso mese; Continua a leggere “La paura per un libro parte 2”

Baby Model su di un filo di seta

Il mondo dello show business è spietato e cinico più di quanto possiamo immaginare; come per altri settori, prima si inizia e meglio è.

Se hai un figlio/a bellissimo/a, è giusto stressarlo/a per garantirgli un futuro nel mondo della moda?

Voi come gestireste la cosa? Riflettiamoci un momento!

(continuiamo a discuterne su Facebook o Twitter)

Tralasciamo il fatto che, il più delle volte, i genitori inducono i figli a fargli fare un qualcosa che loro avrebbero desiderato tanto fare; in merito non mi posso pronunciare, non sono (al momento) genitore e preferisco lasciare la parola ad un tizio di nome Freud.

Concentriamoci per un momento solo sull’aspetto materialistico ed esclusivamente sull’interesse dei piccoli, nel fondo pagina alcuni link su cui riflettere.

Facciamo finta di avere una figlia perfetta per fare la modella (o la cantante oppure fate voi), questo noi non lo sappiamo fino a quando un giorno, ci contatta una nota casa di moda dicendoci che hanno visto le foto su di un social network (quelle che le abbiamo fatto noi mentre giocava, magari proprio a fare la modella) e vorrebbero scritturarla.

A questo punto, cosa fareste?

(ditemelo su Facebook o Twitter)

A questo punto la mia testa inizia a viaggiare, una marea di opportunità si accavallano l’una sull’altra. In un periodo d’incertezza come questo, avere un’occasione simile andrebbe presa al volo.

Innanzitutto c’è l’aspetto economico: non credo che verrebbe retribuita come una modella fatta, ma anche se fossero 200 o 300 euro, sono soldi suoi! Guadagni che andrebbero messi da parte per un suo futuro; anche perché, a gestire i suoi bisogni, siamo noi. Per non pensare al fatto che se tutto le andrebbe bene, avrebbe una sicurezza non da poco.

Poi c’è l’aspetto lavorativo e scolastico: inizierebbe ad entrare in un giro importante, ed a lei piace… insomma: un gioco, o una passione, che diventa lavoro… non è per tutti, soprattutto in questo settore. Ma reggerebbe allo stress? Insomma, dividersi tra i compiti a casa e gli shooting; la preparazione ad i compiti in classe e le passerelle. Sarebbe utile per lei girare il mondo adesso, oppure è ancora troppo piccola?

Decidiamo di darle questa opportunità, ed iniziamo questa avventura!

Siamo dei fenomeni, sappiamo gestire tutto, iniziamo a lavorare! nostra figlia è brava, anzi, bravissima ha un talento naturale difronte l’obiettivo fotografico; gli shooting sono facili per lei, non ha timore della passerella, insomma, va tutto benone e, presa dall’enfasi, accetti uno shooting di biancheria intima per bambini.

Ritrovi la tua bambina su di un cartellone, in centro città, in biancheria intima che gioca con altre bambine sempre in biancheria. Per noi non c’è nulla di male… è la nostra bambina! Mentre cammini per strada inizi a sentire i commenti dei passanti. Affermazioni poco consone su di una bambina, soprattutto se è tua figlia.

Come reagisci? Io darei di matto!

(ditemelo su Facebook o Twitter)

Che una mente malata vede del marcio ovunque, credo che sia “normale”, ma qui iniziamo a vedere il lungo filo di seta su cui ci siamo imbattute.

Dobbiamo mantenere un certo equilibrio tra: tutela dell’infanzia della bambina, la sua dignità di futura donna ed i contratti e la domanda del mercato.

Non è una cosa facile né per i genitori “comuni mortali” né tanto meno per i genitori “vip” e non credo che sia cosa facile neanche per i bambini/ragazzi, che siano figli d’arte o no! Perché in entrambi i casi, credo, che sentano la pressione da parte della famiglia (ed in alcuni casi anche della società in cui vivono! vedi i figli dei vip!) anche se non c’è… delle volte i film che ci facciamo nella testa, sono peggio della realtà.

Tornando alla domanda principale “Se hai un figlio/a bellissimo/a, è giusto stressarlo/a per garantirgli un futuro nel mondo della moda?” onestamente non so dare una risposta, anche perché è quello che facciamo a prescindere da tutto. Cerchiamo di indirizzarli negli studi, nello sport, in tutto quello che fanno, per garantirgli un futuro quantomeno sereno.

Se avete altri link da suggerire, o libri oppure blog comunicatemeli! Link:

Lettera 43

Baby modelle, una lunga storia di polemiche

today.it

 “Parla la mamma della baby top model…

dailymail

Mother of ‘the world’s most beautiful girl’ defends ‘provocative’ pictures of her nine-year-old model daughter and says: ‘You must be a pedophile to see sex in these pictures‘”

Il Fatto Quotidiano

“L’infanzia violata delle bambine modelle”

27/01/1945

Mai come oggi dovremmo fermarci un attimo per riflettere su cosa abbiamo fatto fino ad ora e se realmente qualcosa è cambiato!

Dopo 71 anni cos’è cambiato?

Onestamente non lo so, perché di primo acchito mi verrebbe da dire niente!

Continuano ad esserci guerre di predominanze di popoli su altri; i gay continuano a non avere i diritti che dovrebbero avere in quanto esseri umani; ci sono ancora dei perseguitati politici; ci sono ancora persone che scappano dalle persecuzioni della guerra (come scappavano gli ebrei) e Paesi che non vogliono accoglierli (come non hanno voluto accogliere gli ebrei, al loro tempo).

Mi viene da pensare a Gaza, ad Israele, all’esodo dei siriani….

Oggi ci si concentra su Auschwitz, tralasciando il fatto che la famigerata “notte dei cristalli” è avvenuta anche a Calais

Ho mille pensieri che si rincorrono e tanta confusione in testa e forse questo post non fa altro che alimentare questa bolgia che ho dentro di me.

Ma siamo sicuri che sia stato utile ricordare questa giornata, nel modo in cui l’abbiamo impostata?

Tutti quanti oggi twittiamo qualcosa, magari anche qualche parlamentare che offende chiunque a prescindere, commentiamo su fb (io in primis), ma domani?

Oggi leggiamo libri, vediamo film… ma, forse, ci hanno romanzato troppo sopra, tanto da assuefarci a ciò che è stato realmente?

Forse più che ricordare, come stiamo facendo adesso, dovremmo imparare. Imparare a capire cosa stiamo facendo per evitare il ripetersi di ciò che è già accaduto. Imparare e capire su come evitare di annientare l’identità di una persona, non dandogli i diritti di cui ha (per l’appunto) diritto. Imparare, capire e fare per poter dare una risposta plausibile ai posteri quando ci chiederanno “che cosa avete fatto per evitare tutto questo“?

Più che “la giornata della memoria” dovrebbe essere una giornata dedicata allo studio di ciò che accadde, delle analogie tra ieri ed oggi e su cosa possiamo fare nel nostro piccolo, in ogni singolo giorno.

Se è vero che ieri è come oggi, arriverà un giorno in cui dovremmo dare spiegazioni su ciò che abbiamo e non abbiamo fatto!

Voglio ricordare,

per non dire “è colpa degli immigrati”.

Voglio ricordare,

per non mettere il filo spinato

lungo i confini dell’Europa.

Voglio capire

perché non è cambiato niente.